La parola al maestro dei novizi
Abba Macario il grande, padre del deserto, venne interpellato da alcuni fratelli per proferire una parola di sapienza monastica e lui umilmente proclamò: “Io ancora non sono divenuto monaco, ma ho visto dei monaci” Questo da un uomo che mangiava solo il sabato e la domenica, un uomo che era conosciuto come “un dio sulla terra” perché voleva coprire le colpe di tutti gli uomini.

Spiritualmente parlando, più un monaco progredisce più si considera un novizio. Abba Macario lo sapeva e l’ha vissuto. Al lato pratico, però, ci sono alcuni momenti attraverso i quali tutti i candidati devono passare al fine dai partecipare pienamente alla vita del monastero. Siccome la comunità di norcia è giovane, una gran parte del nostro tempo è dedicato all’apprendimento ed all’insegnamento dei principi fondamentali della vita monastica. Qualsiasi tentative di rendere sistematico un processo prettamente spirituale, senza dubbio non riesce a coglierne l’essenza. Ciò che segue è uno schema generale:
Discernimento – Un giovane viene a Norcia e rimane con noi da quattro a sei settimane. Per mezzo della preghiera e della riflessione cerca di rispondere a due domande: “Sono chiamato a diventare monaco?” “Sono chiamato a diventare monaco a Norcia?”

Postulato – Se risponde alla chiamata del Vangelo a ?”“lasciare casa, fratelli, sorelle, madre, padre, figli, campi” (cfr. Mc 10:29), il candidato impiega sino ad un anno per compiere la transizione alla vita monastica. Per un primo tempo, vive nella foresteria come laico. Successivamente, passa al noviziato ed è vestito con la tunica. Lo scopo del periodo di postulato è quello di sviluppare i rudimenti della conoscenza di sé. Deve passare da una visione ego-centrica del mondo ad una visione Dio-centrica. Deve crescere come uomo, prima che possa crescere come monaco. Cerca di rispondere alla domanda: “Cosa c’è di sbagliato in me?”

Noviziato – Se la chiamata viene confermata nel corso del postulato, il giovane, che porta con gioia il titolo di monaco, inizia il lavoro più profondo di conversione. Questo periodo, della durata di un anno, è richiesto dalle leggi ecclesiastiche. Ora a è rivolto il Prologo della Regola di San Benedetto: “Ascolta, o figlio, gli insegnamenti del tuo maestro, e volgi ad essi l’orecchio del tuo cuore.” Durante il periodo di postulato ha cercato di crescere come uomo. Ora, il giovane monaco cerca di diventare un figlio, un figlio di San Benedetto, un figlio dell’Abate e della Santa Regola, ma soprattutto, un figlio di Dio, un figlio nel Figlio.

Voti temporanei – Al termine del noviziato, il monaco professa i Voti Semplici della durata di tre anni. Riceve un nuovo nome, assume nuove responsabilità. Comincia a sentire il monastero come suo. Non più uno straniero in terra straniera, è partecipe all’eredità di Dio. Per mezzo di Dio, il Monaco “non è più schiavo, ma figlio; e se figlio, è anche erede”(cfr. Galati 4:7). Il suo impegno verso Dio e verso il monastero si rafforza. Cresce in Sapienza e Grazia.

Voti Solenni – Il monaco completa il processo formale di iniziazione. Ora abbraccia non solo un periodo di conversione, ma una vita di conversione. Il monaco incomincia a capire la precisazione di Abba Macario: “Io non sono ancora divenuto un monaco,ma ho visto dei monaci”
